"Sembrare e non essere è come filare e non tessere"

Annunziatine (sito non ufficiale)


"La riconoscenza ci porta a riconoscere il Signore
quale autore di tutto il bene che è in noi e che è distribuito sulla faccia della terra" (Beato Alberione)

annunziatine@yahoo.it

Appartenenza

Sorella del mio gruppo mi appartieni e io ti
appartengo oggi  più di ieri.
Miei sono la felicità e il tuo dolore,
le tue speranze e le tue delusioni;
le tue vittorie e le tue sconfitte;
i tuoi giorni di sole,  le tue notti insonni;
 il tuo bene e il tuo male; la tua vita
e la tua morte.
Aiutami ad esserti sorella nella
condivisione e discrezione, 
perché le mie parole ti siano favorevoli;
la mia preghiera diretta e mirata; 
i miei gesti tessuti di sincerità;
i miei pensieri amicali e  buoni;
i palpiti del mio cuore carichi
di consolazione.

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Vittoria Lupi

28.08.2018 16:15

Come è nata la mia vocazione

Il mio "SI"

 

Non so bene quando Gli dissi di “SI“ per la prima volta, ricordo che dall’Ostia bianca esposta all’adorazione d’una folla più o meno raccolta e attenta, Egli m’invitò ad alzare lo sguardo per incontrarlo. Fui stupita dallo splendore insolito che vi emanava; ma ancor più dal suo messaggio così “delicato” e “forte”, così “misterioso” e “chiaro” che mi fec e sentire un’altra. Non gli chiesi neppure allora: - Signore, che vuoi che io faccia ? – perché il richiamo non lasciava dubbi e a quel soave modo di chiedere tutta la vita istintivamente Gli dissi “ SI “.
Col passare dei giorni mi parve strano che proprio Lui, conoscendomi nell’intimo della mia fragilità, avesse bisogno in modo insopprimibile del mio piccolo e deciso “SI“. Allora, nel buio della fede, ma con sincerità di cuore, ripetei più volte: “ Credo al Tuo Amore”. E cominciai a sentirlo più presente, a trattarlo con più confidenza, anche se spesso accettavo gli appuntamenti col viso bagnato di lacrime. Pensavo a coloro che Egli mandava nel campo e vi spargevano piangendo i semi, ma che tornavano esultanti portando i loro manipoli. Così entravo a poco a poco nel mistero del suo Amore purissimo che non patisce confronti terreni.
Accettarlo era dapprima come entrare nel buio, per svuotarmi delle piccole e grandi cose, che a Lui non piacevano, ma che piacevano tanto a me. Dopo una lotta sostenuta e tenace, che volevo a tutti i costi vincere, mi dichiaravo gioiosamente sconfitta e disposta a cederGli. Allora rivedevo l’Ostia radiosa e risentivo quel calore indefinibile. Era Lui, l’Eterno Amante, che si offriva immutato a me, a colmare un vuoto dell’io, a riempire una penosa solitudine, per plasmarmi come da sempre mi aveva ideata e voluta.
E’ stato meraviglioso dirGli “SI“; stupendo ripeterlo di giorno in giorno, quando il sole baciava l’orizzonte o il temporale si faceva presagire. Oggi davanti alla Chiesa di Dio, che mi è Madre tenerissima, l’ho proclamato senza riserve; è stato dunque un “SI“ splendido, perché lietamente condiviso da ognuna di voi, Sorelle, e meravigliosamente ricomposto dall’unico Gesù che Uno in tutti e Tutto in Uno !
Vittoria L.

Circolare di novembre 1996 

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